Quando Interno è Casa
JEFF WALL
Jeff Wall (Vancouver, 29 settembre 1946) è un fotografo canadese.
Studiò dapprima la storia dell’arte ma presto iniziò a lavorare nel campo artistico. Solitamente presenta fotografie di grande formato retroilluminate con enormi lightbox. Wall si definisce “un pittore della vita moderna” e spesso basa il contenuto e la forma delle sue immagini sul realismo del XIX secolo o sui dipinti diEdouard Manet.
Wall si prepara con largo anticipo per scattare una fotografia: tutte le scene sono interpretate da attori, rappresentate in grandi set, riprese fotograficamente, e qualche volta assemblate o postprodotte digitalmente. Ad un primo impatto le immagini di Wall sono prive di impatto spettacolare ma comunicano la loro complessa struttura solo dopo una lunga osservazione. Wall mostra i simboli della vita moderna, include le forme del paesaggio urbano come imposizione dell’agire sociale. Gli attori messi in scena da Wall si confondono con gli attori della vita, creando una visione surreale del mondo che rende fragili le certezze dell’agire umano nel nostro tempo.
Mostra di Jeff Wall, White Cube, Londra (http://whitecube.com/exhibitions/jeff_wall_1/)
(via disrui)
On_air: A cut to create
The artist Gordon Matta-Clark* used neglected structures slated for demolition as his raw material. He carved out sections of buildings with a power saw in order to reveal their hidden construction, to provide new ways of perceiving space, and to create metaphors for the human condition. He spoke…
LOST CHANDELIERS | Studio Job
Dimostrazione di come un qualsiasi ambiente possa assumere una connotazione domestica con la semplice introduzione di un oggetto fortemente caratterizzante.
Sou Fujimoto, PRIMITIVE FUTURE HOUSE, Biennale di Architettura, Venezia, 2010
La proposta di una nuova concezione abitativa, senza barriere. Fujimoto cerca di integrare, senza distinzioni la funzione del piano e dei mobili stessi, in un’architettura fatta completamente di gradini. Rappresenta una nuova relazione tra il corpo e lo spazio, dove ognuno trasforma la sua area nella funzione necessaria, si sceglie uno spazio e come utilizzarlo, diventa così uno spazio relazionale.
L’artista è ispirato dal concetto del nido e della grotta, dove il nido rappresenta un luogo costruito dalle persone per rispondere ad un’ esigenza, mentre la grotta è un luogo naturale e, una volta all’interno, le persone decidono come utilizzarlo in base alle proprie esigenze. Questo progetto teorico è una specie di grotta moderna, che stimola maggiormente la creatività e l’interattività rispetto alle comuni abitazioni, dove ogni luogo può essere un altro.
Drinking Structure with Exposed Kidney Pool, Dennis Oppenheim, 1998, European Park, Lituania
L’artista medita sulla condizione abitativa attuale e sul rapporto tra interno ed esterno. Soffermandosi sugli stati d’animo di chi abita uno spazio.

